Quasi tutto quello che pensiamo di sapere non l’abbiamo mai davvero vissuto, l’abbiamo solo raccolto sulla nostra strada.
Qualcuno ce l’ha raccontato, magari da piccoli o l’abbiamo appreso da qualche parte che sembrava veritiero. Ce l’hanno ripetuto così tante volte che alla fine ci abbiamo creduto. Un’autorità l’ha detto con sicurezza e abbiamo pensato “Beh, allora sarà vero”. E così abbiamo iniziato a chiamarlo “sapere”. Ma è davvero nostro?
Tutti crediamo di pensare con la nostra testa (ma è davvero così?)
Siamo convinti di avere le nostre idee, le nostre opinioni e le nostre convinzioni personali.
Ma proviamo a fermarci un attimo e a scavare sotto la superficie. Scopriremo qualcosa che forse ci metterà un po’ a disagio, ed è che la maggior parte dei nostri pensieri non sono originali, e molte delle nostre certezze non le abbiamo mai verificate in prima persona. E che dire delle tante nostre paure? La maggior parte di esse non le abbiamo nemmeno vissute davvero.
Eppure continuiamo a reagire, a giudicare, a scegliere e a soffrire… come se tutto venisse dalla nostra esperienza.
Ed è proprio qui che il gioco funziona alla perfezione.
La mente è un archivio fantastico ma non è la verità
La nostra mente è una cosa straordinaria ma non è neutrale. È più simile a un grande archivio che raccoglie e conserva tutto, parole che abbiamo ascoltato da bambini, emozioni di altre persone, traumi che non abbiamo vissuto noi ma che ci sono stati tramandati o magari credenze della nostra famiglia.
E la cosa strana è che molte di queste informazioni non sono mai passate attraverso la nostra esperienza diretta. Sono semplicemente entrate, si sono sistemate in un angolino e hanno iniziato a riprodursi come virus.
Fino a quando un bel giorno sono diventate gli occhiali attraverso cui guardiamo il mondo.
Ecco dove entra Ho’oponopono
Ho’oponopono non è nato per farci ripetere affermazioni positive davanti allo specchio.
La verità è molto più radicale in quanto stiamo vivendo gli effetti di memorie che non abbiamo mai scelto consapevolmente.
Secondo Ho’oponopono quello che percepiamo è già filtrato. Quello che crediamo è già programmato e quello che reagisce dentro di noi è solo memoria.
Non importa da dove arrivi quella memoria, chi l’ha creata o quando. L’unica cosa che conta è che sta funzionando adesso, in questo momento, nella nostra vita.
Quante delle nostre convinzioni abbiamo davvero messo alla prova?
Pensiamoci un attimo, quante volte ci siamo ripetuto “Non è sicuro”, “Tanto non funziona”, “Ormai è troppo tardi”, “Non fa per me”.
Ma chi l’ha deciso? Noi veramente? O è solo un’accozzaglia di voci altrui, esperienze di altre persone, paure che ci hanno passato e storie mai verificate?
Ho’oponopono non si mette a discutere con queste voci, non cerca di convincerci del contrario, semplicemente le pulisce via.
La vera pulizia è un gesto rivoluzionario
Pulire in questo senso significa togliere potere a tutto ciò che dentro di noi reagisce in automatico.
Ogni volta che diciamo “Ti Amo Mi dispiace Perdonami Grazie” non stiamo parlando al problema specifico, ci stiamo rivolgendo al programma che gira sotto.
È come se dicessimo “Non so da dove arrivi, non so chi ti ha installato ma non ti permetto più di guidare la mia vita”.
E questo è profondamente sovversivo. Perché una persona che non reagisce in automatico, che non si beve tutto quello che pensa, che non prende per oro colato ogni emozione che sente, è una persona molto meno controllabile.
Quando facciamo spazio succede qualcosa di diverso
Ho’oponopono non ci chiede di credere a niente. Ci chiede solo di fare un po’ di spazio dentro.
Quando le memorie iniziano ad allentarsi succedono cose interessanti, l’esperienza diventa più nitida, le reazioni si calmano e le decisioni diventano meno scontate.
Non perché improvvisamente siamo diventati persone migliori o più evolute ma semplicemente perché siamo meno programmati di prima.
E se il punto non fosse sapere di più?
Forse non abbiamo bisogno di accumulare altre informazioni, altri corsi, altri libri o altre certezze. Forse abbiamo solo bisogno di meno rumore, meno certezze prese in prestito da qualcun altro, meno verità altrui che abbiamo scambiato per saggezza personale.
Ho’oponopono lavora esattamente qui, in questo punto delicato. Non aggiunge nulla ma toglie. E in quello spazio vuoto che si crea finalmente può emergere qualcosa che è davvero autenticamente nostro.
Allora cosa ci resta da chiederci?
Se quasi tutto quello che sappiamo viene da altri la domanda vera non è “Cosa è vero?”
La domanda vera è: “Cosa sta agendo dentro di noi proprio ora?”.
Ho’oponopono non ci dà risposte preconfezionate. Pulisce e basta. E lascia che la risposta emerga da un posto dentro di noi che non è stato ancora colonizzato da nessuno.
Siamo disposti a ‘non sapere’ anche solo per un momento? A stare in quello spazio vuoto senza riempirlo subito?
Perchè è proprio da lì che inizia la vera esperienza diretta, da quello che chiamiamo “zero interiore” che non è ignoranza ma assenza di interferenze. Ed è da qui che finalmente possiamo incontrare la nostra Reale Identità.




