Succede spesso che nella vita ci sia qualcuno che si vorrebbe diverso. Magari non lo si ammette nemmeno a se stessi, ma la mente continua a nutrire quella speranza silenziosa che un giorno l’altro capisca, che finalmente veda le nostre ragioni o che decida di cambiare atteggiamento.
Talvolta ci si avvicina a Ho’oponopono muovendosi inconsciamente proprio da questo presupposto. Interiormente si fa strada una voce che dice: “Se farò abbastanza pulizia, forse l’altro alla fine cambierà”. Si tratta di un meccanismo umano e comprensibile ma profondamente fuorviante.
L’errore della manipolazione spirituale
Cercare di cambiare chi si ha accanto significa chiedere a questa profonda pratica spirituale di compiere l’azione più superficiale, ovvero piegare qualcuno alla propria visione di come dovrebbe essere.
Ho’oponopono non funziona in questo modo e non ha mai funzionato così. Non è una risorsa per modificare le azioni altrui ma uno specchio sincero.
Questo specchio rivela cosa dentro di noi ha ancora bisogno di quella specifica persona, esattamente com’è.
Fa emergere le nostre dipendenze, le ferite che cercano guarigione all’esterno e la paura di non farcela da soli.
Ho’oponopono non dice di accettare quello che fa male né richiede di giustificare comportamenti tossici. Ci invita a fare qualcosa di molto più profondo, di guardarci dentro e pulire la radice presente in noi stessi.
Dalla colpa alla chiave di svolta
La radice che ha attirato una determinata situazione o persona nella propria vita non va vista come una colpa ma come una chiave. La vera via d’uscita infatti non si trova mai all’esterno ma sempre e solo all’interno.
Per lavorare con Ho’oponopono in modo autentico è necessario portare quella persona nel proprio cuore, non per amarla per forza o per giustificarla, ma per osservare quello che si muove dentro di noi quando la si evoca. Si tratta di comprendere che cosa stia ancora legando la nostra serenità all’altro e quali aspettative abbiamo nei suoi confronti.
Le quattro parole Ti Amo Mi Dispiace Perdonami Grazie vanno recitate con questa intenzione.
Questo mantra non va indirizzato all’altro ma a quella parte di noi che cerca negli altri quello che possiamo trovare unicamente nella nostra interiorità.
La vera libertà è non avere più bisogno che gli altri cambino
Quando quella ferita profonda inizia gradualmente a chiudersi si verifica un fenomeno inaspettato: la tensione legata a quella persona svanisce.
Questo non accade perché l’altro è finalmente cambiato ma perché si è smesso di aver bisogno che lo facesse. La vera libertà non è dipendere dal cambiamento altrui per stare bene, e non è aspettare che qualcuno all’esterno ci conceda il permesso di vivere in pace.
Quel permesso è sempre stato presente dentro ciascuno di noi. Ho’oponopono non cambia gli altri, ci libera dal bisogno che lo facciano e questo è un dono infinitamente più prezioso.
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Un passo in più verso la pace interiore
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