La materia tende trappole di luce, specchi dove l’occhio affoga e il cuore si scorda di battere.
Ci educa a inseguire ciò che già svanisce, a stringere sabbia convinti sia granito.
Ma quando il mondo finalmente si spegne – nell’ora nuda in cui l’anima respira – una presenza lieve ci tocca, come un amante antico.
Allora capiamo che nulla ci appartiene, nessuna forma può imprigionare l’eternità che ci abita e ci attraversa.
L’amore, quando arriva, non brucia, scioglie.
I veli dell’illusione cadono e la distanza tra noi e il vero si riduce all’ampiezza di un respiro.
Lascia andare ciò che già sta andando, non trattieni il fiume con le mani.
Siedi nel centro esatto della tua quiete, lì nulla manca, nulla può essere tolto o aggiunto.
Scoprirai che non sei un frammento perso nel tutto, sei il tutto che si era dimenticato di essere tale. Non sei eco, sei la Voce. Non stai cercando casa. Sei già dentro casa, e la porta non è mai stata chiusa.




